Lo “sgraffio”o tecnica del graffito
Oggi vi vogliamo parlare di una tecnica artistica molto antica, che ci piace e che utilizziamo spesso.
Le facciate dei palazzi anticamente venivano decorate con la tecnica del graffito.
Durante il Rinascimento, questa tecnica si diffuse soprattutto in centro Italia.
Seguendo il metodo classico, il graffito si realizza con lo stendere su un muro coperto di uno strato di intonaco scuro (di solito nero o rosso) , un secondo strato di intonaco bianco.Graffiando il secondo intonaco viene esposto il sottostante strato bruno, andando a tracciare la forma del disegno prescelto. Tradizionalmente il graffito si realizza sull’intonaco fresco, appena questo inizia “tirare” con ferri di diverse dimensioni si graffia il muro scoprendo il disegno sottostante. Dalla metà del XIX lo “sgraffio” si rinnova grazie all’art Nouveau e al Liberty, diventando verso la fine del novecento quasi esclusivamente un pittura parietale di propaganda politica.
Ancora oggi la committenza più sofisticata richiede questo tipo di decorazione, con temi classici.
Come immaginate questa tecnica non consente ritocchi e per questo necessità di un’ottima padronanza del disegno, ecco perchè è sempre più rara..